Nell’augurarvi un sereno fine settimana e buon 1° maggio, vogliamo salutarvi con un quesito su cui dibattere e da cui trarre interessanti spunti di riflessione.
Nell’epoca digitale, nella quale la tecnologia ci viene spesso incontro per abbattere qualsiasi barriera spazio – temporale, nell’ottica di una comunicazione del “tutto e subito”, quanto l’ansia di essere sempre connessi e ricettivi agli stimoli esterni condiziona le nostre abitudini e il nostro tempo?
Nel corso degli anni diversi studi hanno dimostrato che esiste un’altissima percentuale di fruitori abituali dei più noti social network che possono definirsi, senza troppi giri di parole, dipendenti da tutto questo al punto da non riuscire a staccarsi più di un’ ora dal loro tanto amato strumento di comunicazione.
Ed ecco che scatta l’irrinunciabile risposta al commento dell’amico o l’impossibilità di gestire la voglia di condividere con amici o semplici conoscenti anche il più piccolo, e spesso improbabile, accadimento quotidiano. Il fiorire di smartphone, tablet e PC ultra moderni accelera questo processo e rende sempre più accessibile il mondo dei rapporti virtuali in qualsiasi situazione e luogo.
I più scettici sostengono che le nuove tecnologie sospendano i contatti umani e azzerino la capacità di relazione vis a vis così come la voglia di mettersi in discussione al di fuori di una realtà non realtà.
Ma è poi così vero tutto questo? Può essere forse la solitudine a spingerci a ricercare il contatto mediato dalla tecnologia o è la dipendenza dal mondo virtuale, che ci porta ad essere “always on”, a farci perdere di vista la giusta misura delle cose? A voi l’arduo compito di dirimere il bandolo della matassa…




Sembrano ormai lontani i tempi in cui i